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Il Ministro Andrea Riccardi rilancia sulla cooperazione internazionale


E’ stata una novità importante dell’esecutivo “tecnico” presieduto da Mario Monti ed ha permesso di rilanciare in Italia la cooperazione internazionale. Il ministro Andrea Riccardi traccia un bilancio delle attività del Ministero della Cooperazione Internazionale e dell’Integrazione di cui è titolare e rilancia sul futuro auspicando che l’esperienza di un tale ministero possa continuare ed anche crescere per risorse e chiarezza di competenze. Con una certezza: solo insieme si cresce e se non si rimane chiusi nel proprio mondo. La relazione con i mondi “altri” sono infatti un'opportunità e una missione irrinunciabile per il nostro paese. In un articolo sul sito del ministero, Riccardi ricorda che nonostante il primo ministero per la cooperazione internazionale e l’integrazione della nostra Repubblica è stata un’esperienza nuova e “senza portafoglio” e che la presenza italiana è quasi dimezzata nei paesi in via di sviluppo “chiudiamo con un bilancio interessante, quasi il triplo delle risorse, disponibilità finanziarie per pagare quasi tutti i debiti multilaterali pregressi, indici di cooperazione in aumento, la Commissione europea che ci affida la gestione di risorse proprie, una lungimirante presenza in Sahel, un settore della solidarietà ridestato e un paese che nel suo complesso s'è mosso”. Un ministero che è stato importante ed è diventato punto di riferimento anche per il mondo della cooperazione italiana, che rischiava di restare autoreferenziale e senza prospettive. Grazie a questo ministero “ad hoc” la cooperazione italiana ha riacquistato dignità, come si è potuto apprezzare particolarmente in occasione del "Forum della cooperazione internazionale" svoltosi a Milano i primi di ottobre con più di 2.000 partecipanti, fortemente voluto dal Ministro Riccardi. Istituzioni, territori, società civile, giovani studenti universitari, mondo dell'impresa e alte cariche dello Stato (Presidente della Repubblica, Presidente del Consiglio, diversi Ministri) hanno riportato la cooperazione al centro dell'agenda dell'Esecutivo e del Paese.  A tale proposito ricorda Riccardi che “Abbiamo organizzato il Forum senza costi per le casse pubbliche grazie all'impegno di sponsor privati”. Non un’autocelebrazione, ma un dibattito che è durato mesi e da cui è scaturito il "Libro bianco della cooperazione internazionale", che indica un percorso di nuove idee in eredità alla prossima Legislatura.
Come reperire risorse finanziare in un tempo di crisi ? Il Ministro Riccardi è molto chiaro a tale proposito: ”In passato si lamentavano scarse risorse. Vero.  Ma c'era anche un vuoto di idee. Con le idee sono arrivate le risorse. Grazie alla legittimazione politica e culturale della cooperazione e alla mobilitazione popolare, in sinergia con il ministro dell'Economia, abbiamo realizzato a partire dal 2013 un'inversione di tendenza sul lato finanziario”. Due esempi significati a riguardo: 100 milioni in più per la cooperazione del Ministero degli Esteri che sono diventati in totale 228 milioni ( ben più di un raddoppio delle risorse, sugli 86 milioni dell'anno precedente) e 295 milioni l'anno per le Banche e Fondi di Sviluppo gestiti dal ministero dell'Economia, per i prossimi 10 anni, garanzia per pagare i nostri debiti e rientrare nei più importanti fondi di sviluppo. Per Riccardi queste risorse hanno permesso all’Italia di riprendere il posto in alcune agenzie internazionali dopo l'azzeramento del contributo 2012 e “ci permetterà di riacquisire nella comunità internazionale della cooperazione quella credibilità che con tante promesse disattese avevamo perso”.
Ma le risorse economiche non sono tutto, soprattutto se mancano le necessarie sinergie. Per questo Riccardi ricorda di aver voluto riattivare il dialogo tra i ministeri e gli attori del Sistema-Italia di Cooperazione, ripristinando il "Tavolo Interistituzionale", uno strumento di dialogo, di sinergia e una fucina d'idee, che non si riuniva dall'inizio del 2011. “In Italia – spiega Riccardi - siamo abituati ad andare in ordine sparso e la frammentazione non ci permette di mettere a frutto le nostre eccellenze, anche nella cooperazione”.
Questo è un punto importante che ci ricorda anche come cooperazione voglia anche dire più crescita e più lavoro per i giovani. Perché “il mondo della cooperazione è fatto soprattutto di giovani e in maggioranza di donne, come Rossella Urru, che non sono eroi solitari ma la parte migliore del nostro Paese, perché costruiscono il suo futuro nella globalizzazione” . In tal senso Riccardi ha predisposto risorse per realizzare un primo concorso per nuovi e giovani esperti di cooperazione pubblica.
Le sfide del fondamentalismo, del traffico di esseri umani e della droga, del terrorismo richiedono una presenza articolata e intelligente. Va ricordata a questo proposito come sia stata importante la collaborazione con il Burkina Faso,  dove è stato aperto un ufficio di cooperazione, per il ruolo importante che ha sostenuto nella liberazione di Rossella Urru.
E’ molto evidente in questi giorni la sfida del Mali: “lì siamo già ben posizionati per rispondere alle esigenze umanitarie – spiega Riccardi - In questa regione esiste molta Italia "popolare", fatta di gente comune che vive la solidarietà internazionale con determinazione, gente che era stata lasciata sola dal ritiro della cooperazione pubblica. Dobbiamo continuare ad appoggiare questi paesi che accolgono da più di un anno un flusso continuo di rifugiati tuareg e sostenere gli sfollati interni, che in questi giorni sono aumentati in maniera esponenziale - daremo un sostegno a breve”
Infine Riccardi auspica che il prossimo Governo  continui con il riallineamento graduale delle risorse alla media OCSE con stanziamenti coerenti e costanti: “In particolare, è importante fare un gesto verso il Fondo Globale per la lotta all'AIDS, tubercolosi e malaria, su cui il presidente Monti ha dato rassicurazioni”.