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Vivere insieme tra religioni diverse: la speranza viene dal cuore dell’Africa …

Spesso si dimentica che l’Africa non è solo il luogo dei problemi, ma anche quello delle soluzioni.
Ce lo ha ricordato ieri - nel contesto del meeting “Sete di pace”, organizzato ad Assisi dalla Comunità di Sant’Egidio per i 30 anni dallo storico incontro interreligioso convocato da Giovanni Paolo II - Faustin-Archange Touadéra, presidente della Repubblica Centrafricana. 
Uno dei paesi più poveri del mondo, ma anche uno dei paesi che più ha saputo cercare nel dialogo e nell’incontro la via per uscire da una situazione bloccata, da quella trappola dello scontro tra le religioni cui pure altre zone del mondo hanno finito per cadere. 

“Oggi qui, nella città di Assisi”, ha detto Touadéra all’assemblea di inaugurazione del meeting, “vengo a portare la voce del popolo centrafricano assetato di pace”: “uomini e donne di fede centrafricani non hanno accettato la logica dello scontro”. E’ stato un nostro merito, ha continuato, ma non solo nostro: “Perché non siamo stati lasciati soli, il nostro popolo ha trovato degli amici sul suo cammino proprio nelle ore più buie”. Sono gli amici di Sant’Egidio, è papa Francesco, che ha voluto aprire il Giubileo della Misericordia appunto nella cattedrale di Bangui, sono tutti coloro “che non hanno smesso di parlare con le comunità religiose, i gruppi armati e i partiti politici, per ricordare a tutti i centrafricani la loro storia di convivenza pacifica tra fedi e culture diverse”. 

Sì, è possibile vivere insieme, nonostante tutto. E’ bello che ce lo ricordi un presidente africano. E’ giusto che faccia riflettere sul fatto che la civiltà del convivere non è il frutto di un’alchimia misteriosa, ma la somma di tanti concreti e fedeli gesti di responsabilità ed amicizia.

Francesco De Palma

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