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Don Milani e la scuola come "sinonimo di apertura alla realtà"

Non c’è niente da fare. Papa Francesco non ne sbaglia una. Nemmeno sulla scuola.
E’ bellissimo, per un professore - ma credo pure per chiunque abbia passato degli anni tra i banchi di ogni ordine e grado -, ascoltare le parole dei Bergoglio nel videomessaggio ai partecipanti alla presentazione dell’“Opera omnia” di don Lorenzo Milani alla Fiera dell’Editoria di Milano.
Il papa ha voluto sottolineare il valore dell’azione di don Milani, come sacerdote e come “educatore appassionato con una visione della scuola che mi sembra risposta alla esigenza del cuore e dell’intelligenza dei nostri ragazzi e dei giovani”. 
E ha ripreso parole che già aveva pronunciato due anni fa: “Amo la scuola perché è sinonimo di apertura alla realtà. […] Andare a scuola significa aprire la mente e il cuore alla realtà, nella ricchezza dei suoi aspetti, delle sue dimensioni. E noi non abbiamo diritto ad aver paura della realtà! La scuola ci insegna a capire la realtà. Andare a scuola significa aprire la mente e il cuore alla realtà, nella ricchezza dei suoi aspetti, delle sue dimensioni. E questo è bellissimo! Nei primi anni si impara a 360 gradi, poi piano piano si approfondisce un indirizzo e infine ci si specializza. Ma se uno ha imparato a imparare - è questo il segreto, imparare a imparare! - questo gli rimane per sempre, rimane una persona aperta alla realtà!”.
Il nostro mondo è già troppo psicologizzato, già troppo ripiegato sugli umori e i malumori del nostro io. Ruota già troppo intorno ai moti dell’animo. E poi ci stupiamo se la gente è disorientata, se non capisce l’accelerazione della storia, l’ingarbugliarsi del “nuovo disordine globale” …. 

Viva la vecchia “lezione frontale” di don Milani! Viva la sua passione per quei ragazzi e per il mondo in cui si sarebbero mossi! Che la nostra scuola somigli a Barbiana, che faccia alzare lo sguardo, che permetta di comprendere un tempo complesso, che non ha bisogno di letture emozionali e autoreferenziali, bensì di rigore, profondità, verità.

Francesco De Palma

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