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Legge di stabilità per una nuova agricoltura

La legge di stabilità, approvata il 1° gennaio 2015, contiene delle importanti novità che hanno l’obiettivo di portare verso una nuova agricoltura, volta a dare il cambio di marcia decisivo a questo settore trainante dell’economia italiana.
Ecco le principali misure previste nella legge di stabilità:
- sgravio contributivo totale per il datore di lavoro che opera nel settore agricolo, per l’assunzione a tempo indeterminato che viene effettuata dal 2015 (massimale di 8.060 euro annui);
- creazione di un fondo per gli investimenti nel settore lattiero caseario (108 milioni di euro per il triennio 2015-2017);
- possibilità, per l’istituto Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), di anticipare gli aiuti Europei della Pac agli agricoltori;
- stanziamento di fondi a sostegno dell’imprenditoria giovanile che investirà nella nuova agricoltura;
- rafforzamento dei contratti di filiera e di distretto.
Tutto questo si aggiunge a un generale taglio dell’Irap sulla parte di costo del lavoro del settore e l’introduzione del credito d’imposta per gli investimenti in Ricerca e Sviluppo.
Queste misure sono di aiuto per una nuova agricoltura, che già nel 2014 ha fatto registrare una crescita del trend occupazionale e dei dipendenti.
Di certo la nuova agricoltura può concretamente essere il traino che permette di lasciare alle spalle la crisi economica: si prevede che entro il 2020 questo settore contribuirà creazione di circa 200.000 posti di lavoro (di cui 50.000 destinati ai lavoratori under 35).
Per una nuova agricoltura occorre un ringiovanimento della classe imprenditoriale, considerando che, nel nostro Paese, il 70% dei titolari d’azienda è sopra i 65 anni. La nuova agricoltura che tanti vogliono, unita alle misure previste nella legge di stabilità, basterà a dare il definitivo cambio di marcia al settore? I prossimi trimestri daranno una risposta.

CosimoNuzzaci

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